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Anthony Morse si racconta alla Gazzetta di Mantova

15 Novembre 2018
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Un gigante sul parquet e nella vita grazie agli insegnamenti del padre. Anthony Morse ha una storia tutta particolare da raccontare: appassionato di economia, molto religioso e legato alla sua famiglia che spera un giorno di rendere ancora più orgogliosa indossando la canotta di una squadra Nba.

IL PADRE COME MODELLO DI VITA. Se Anthony è la persona che è oggi lo deve soprattutto alla figura di suo papà, nato senza gambe per colpa dei farmaci assunti dalla madre nel corso della gravidanza. Un errore da parte dei medici che ha costretto papà Keith all’utilizzo di protesi speciali quando non è sulla sedia a rotelle: «La mia famiglia mi ha insegnato davvero tanto. Mio papà ha dovuto usare sin da piccolo delle speciali protesi da 8.000 dollari l’una. Quando ho cominciato a entrare nel mondo del basket quindi giocavo per lui e per dare una mano alla mia famiglia, in generale». Dallo stesso papà, Morse ha appreso tanto a livello umano: «Quello che ho imparato da mio papà è senza dubbio il fatto che nessuno può dirti quello che non puoi fare. Mi ha anche trasmesso un grande senso di responsabilità, il concetto di evitare di cercare scuse se qualcosa non riesce come si pensava. Insomma, è il mio modello di riferimento nella vita».

IL RAPPORTO CON LA RELIGIONE 
. La famiglia e, in particolare la madre Alice, gli hanno trasmesso una forte fede in Dio. Per questo Anthony ha numerosi tatuaggi religiosi: «Senza dubbio il tatuaggio più importante per me è il primo che mi sono fatto sulla spalla: le mani della Vergine Maria che tengono un rosario. Sul disegno è riportato anche un passaggio dalla Bibbia: “Dio non ci ha dato uno spirito della paura ma di forza, amore e di mente sana”». Inoltre, in ogni trasferta non può mancare la Bibbia: «E’ un’abitudine che ho preso dai tempi del college quando viaggiavo molto per le partite. Quando ho bisogno di conforto la leggo per ritrovare positività e calma».

IL PRIMO APPUNTAMENTO CON ELISA. Anthony ed Elisa Lanzillotti, sua moglie dallo scorso agosto, si sono conosciuti nell’agosto 2014. Per loro fu amore a prima vista: «Mi sono conosciuto con Elisa in Repubblica Dominicana. Ero andato in quel paese con la squadra del college per una serie di partite contro due rappresentative locali. Negli ultimi giorni di permanenza ho conosciuto lei in spiaggia, in uno dei miei momenti liberi. Ci siamo piaciuti subito e abbiamo avuto il nostro primo appuntamento proprio prima che io facessi ritorno negli Stati Uniti. All’inizio abbiamo tenuto i contatti via Instagram, poi mi veniva a trovare lei in America ogni due o tre mesi».

OBIETTIVO FINALE L’NBA. Morse non nasconde le sue ambizioni. L’obiettivo a lungo termine è il massimo campionato americano: «Ho iniziato a giocare a basket a 11 anni alle scuole medie, mentre prima praticavo football e baseball. Il mio obiettivo a lungo termine è giocare in Nba, spero di arrivarci un giorno, magari ai Detroit Pistons, la mia squadra preferita. Per ora però penso a fare bene con gli Stings e a crescere di anno di anno, sperando di arrivare anche in Serie A in Italia».

NEL TEMPO LIBERO LA FINANZA. Fuori dal parquet, abbondano gli interessi per Anthony: «Sono molto appassionato di finanza, nel tempo libero guardo l’andamento della borsa e dei titoli e l’andamento dell’economia mondiale in generale. Mi piace molto l’informatica e la tecnologia, tra cui il tema della cyber security. Seguo molti documentari e serie televisive. Sport? Lo pratico, ma non mi piace guardarlo. Una volta guardavo il basket con mio papà, ma ora preferisco un film».


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